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July 31 CIAO NONNO!Questa mattina è mancato mio nonno. E' stata un po' una batosta. Forse perchè non me lo aspettavo. O meglio, me lo aspettavo, ma non lo credevo possibile. Chissà perchè negli ultimi tempi mi ero fatta l'idea che lui non se ne sarebbe mai andato. Bene o male ne era sempre uscito dalle sue crisi. Quest'ultimo periodo non è stato facile per nessuno. E non ho voglia di ricordarlo come era adesso. Preferisco i ricordi indietro: come quando mi regalava le bambole che io non sopportavo, come quando mi raccontava di come era sopravvissuto alla guerra, come quando mi mostrava i dodici tagli che aveva sulla pancia e mi elencava tutte le operazioni che gli avevano fatto, come quando mi parlava della Sicilia e tentava di insegnarmi il siciliano, come quando mi portava a visitare la Basilica di Sant'Antonio, come quando capitava a casa mia un'ora prima che partissi per Roma per darmi cinquantamila lire da spendere mentre ero via, come quando faceva le boccacce e le facce schifate appena vedeva Prodi alla tv, come quando comprava i pannolini rosa per mio fratello, come quando invitava a pranzo chiunque varcasse la soglia di casa, come quando non lasciava mai niente sul piatto, come quando prendeva il treno l'ultima sera del 1999 fregandosene del Millennium Bug, come quando girando per Padova mi mostrava tutte le case in cui aveva vissuto, come quando mi raccontava di quando era poliziotto, come quando tentava di mostrarsi coraggioso e mi diceva "Se non ci fossi stata tu, io avrei...", come quando gli brillavano gli occhi davanti a un dolce, ai cannoli in particolare, come quando scherzava con mia nonna, come quando tutti i pranzi di Natale ci faceva trovare una busta con i soldi che aveva messo via per noi durante tutto l'anno ..... Come quando era così: il nonno a cui nonostante tutto volevo tanto bene! July 29 BUON G-DAY! Un evento del tutto inatteso ha investito ieri sera due blog del World Wide Web: questo blog e lo Spazzablog si sono gemellati! Ecco perchè d'ora in avanti troverete sul layer di sinistra la gif animata relativa all'evento. Quindi che dire dello Spazzablog di Dario? Innanzitutto non fatevi ingannare dalle apparenze, dal nome in particolare: a mio parere non si tratta affatto di un "blog spazzatura". Anzi, lo trovo molto interessante. A volte tratta di argomenti "leggeri", come direbbero i poeti antichi, di "cazzate" insomma, ma spesso inserisce post riguardo personaggi particolari. A volte parla di film e di certo non mancano immagini e soprattutto video bizzarri. Una delle sue passioni sono i giochi flesh e altri programmi più o meno utili. Ma i miei post preferiti in assoluto sono gli Spazzaquiz. Purtroppo non ci sono premi in palio, ma mi sto adoperando al riguardo, un potenziale primo premio per il vincitore potrebbe essere quello di conoscere il suo fratellone (spese varie comprese s'intende). Un'ultima freccia da scoccare in favore dello Spazzablog è che Dario scrive veramente bene, eccetto qualche volta che salta di palo in frasca, ma anche per questo ci vuole stile. Quindi ecco tutto, buon divertimento con lo Spazzablog e mi raccomando: partecipate agli Spazzaquiz, un po' di comeptitività ci vuole! July 28 ESPERIMENTI MENTALI #1IL GATTO DI SCHRODINGER « Si rinchiuda un gatto
in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale
(che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata
direttamente dal gatto): in un contatore Geiger
si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che
nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in
modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore
lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una
fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero
sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel
frattempo nessun atomo si fosse disintegrato. La prima disintegrazione
atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione Ψ
dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il
gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso. » ![]() Dopo un certo periodo di tempo, quindi, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l'atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell'osservazione l'atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un'osservazione. In pratica, dal momento che una particella elementare possiede la capacità di collocarsi in diverse posizioni contemporaneamente, ed anche di esser dotata di quantità d'energia diverse al medesimo istante, per quanto "assurda" al nostro modo di pensare, queste strane proprietà della materia e dell'energia corrispondono alla realtà del mondo dei quanti. Le particelle subatomiche sono "delocalizzate" nello spazio e nel moto, per cui - fra un esperimento e l'altro - si comportano come se stessero in più luoghi contemporaneamente. Fino a quando l'atomo non si disintegra (e questo evento dipende
unicamente dalla natura dell'atomo radioattivo scelto, quindi è un
evento unicamente probabilistico), emettendo la particella che aziona
il marchingegno letale, il gatto è sicuramente vivo. Viceversa, al
decadimento dell'atomo, il gatto va certamente incontro alla morte.
Pertanto, se non si apre il contenitore in cui alloggiano il gatto ed
il marchingegno letale, non si potrà sapere che destino abbia avuto il
gatto: di conseguenza, il gatto può - al contempo - esser considerato
sia vivo sia morto. Solo aprendo il contenitore (quindi, compiendo
l'esperimento) si reperirà un gatto vivo o morto. Diversamente da come era stato ipotizzato da Schrödinger, già l'interazione della sostanza radioattiva con il contatore Geiger obbligherebbe tale materia ad assumere uno solo dei due stati: il gatto, in quanto parte del mondo macroscopico, sarebbe quindi sempre o solo vivo o solo morto, anche se ovviamente l'osservazione umana è necessaria perché l'uomo sappia quale di questi due casi si sia effettivamente verificato. PARODIA: Il Paradosso del Gatto Imburrato Le due leggi alla base di questo paradosso sono:
Assunte queste due leggi come valide, basterebbe prendere un gatto e legare una fetta di pane imburrato sul suo dorso. Lasciando il gatto da un'altezza ipoteticamente infinita, il gatto tenderebbe ad atterrare sulle zampe, mentre la fetta di pane imburrato tenderebbe a cadere dalla parte del burro; si creerà quindi un moto perpetuo in cui sia il gatto sia la fetta di pane continueranno a ruotare all'infinito. Se invece il gatto venisse fatto cadere da un'altezza finita, per la stessa ragione sarebbe impossibile che toccasse terra sulle zampe o sulla schiena, e quindi rimarrebbe a mezz'aria, opponendosi alla forza di gravità. Tuttavia le due leggi sulle quali si basa il paradosso non hanno validità scientifica e, in particolare, una delle due è stata inventata a scopo umoristico: il paradosso quindi non è tale. È possibile introdurre una variante all'esperimento, assumendo il seguente assioma:
Ponendo infatti sul terreno, esattamente sulla verticale dell'animale, un contenitore pieno d'acqua, il gatto con la fetta di pane imburrata tenderà ad allontanarsi dall'acqua, mentre la forza di gravità tenderebbe a spingerlo verso il basso; in questo modo si potrà avere un'ulteriore sicurezza dell'efficacia dell'esperimento, giungendo così ad avere un moto perpetuo. ![]() July 04 canaleB.ingegneriainformatica@unipd.smile #6
Giusto per dimostrare che la cosa non è limitata al solo canale B della facoltà di Ingegneria Informatica, ecco un po’ di perle sfornate dai professori di Ingegneria Elettrotecnica. (Si ringrazia Giulio per la collaborazione) Prof.: "Bene: noi dobbiamo fare in modo che questa auto faccia la curva che abbiamo tracciato. Per fare ciò ci serve una forza che crei un'accelerazione centripeta....” , qualche secondo di silenzio e poi esordisce con un: “Chi me la dà???” (seguono grida ed applausi). Mentre il Prof sta spiegando, due vicino alle prime file che stanno facendo qualcosa di losco. Prof.: “ Allora… io sto spiegando ed avrei bisogno di silenzio, però ci sono alcuni di voi che continuano imperterriti, voi due per esempio: che diavolo state facendo di così interessante lì sot...... Anzi no -risatina- vi sembrerà strano, ma gradisco ignorare il tutto!”. (Applausi) E poi continua: “Non vorrei mettere le mani nei vostri affari.....”. (Delirio) Prof.: “Lo so che queste cose non sono molto immediate però dovete fare un piccolo sforzo.” Alunno: “ Prof, ma queste cose non sarebbe meglio evitare di farle alla mattina presto?” Il Prof, data un'occhiata all'orologio: “Mi scusi sa, ma io faccio le 10 e 45... per lei è ancora mattina presto?!”. Alunno: “Per me si!”. Prof.: “Bbhè, se gli facessi la stessa domanda alle sei di sera scommetto che mi risponderebbe alla stessa maniera...” –applausi- “ sto scherzando ovviamente e lei, non se la sarà mica presa!?”. Alunno: “No no!”. Prof.: “Ah bene.. per fortuna! Anche perché non mi sembrerebbe il caso.. cioè, ormai è da 3 anni che la vedo seduto lì ed ormai ci conosciamo!” Il Prof. si sta accordando con la classe su come e quando fare gli appelli e gli alunni cercano di spuntare l'opzione migliore facendo leva con i metodi più infimi. Prof.: “Mi scusi lei… si, lei con la maglia blu: per caso il suo era un vano tentativo di intenerirmi?. Alunno 1: “Bhè, all'inizio l'intenzione c'era però la risposta è no!”. Prof.: “Ah bene.. . anche perché non c'era proprio riuscito!”. Alunno 1: “Mmm.. e se glielo chiedeva una ragazza?”. Prof.: “Ha ha ha.. A queste cose non dovrei rispondere, però lei non crederà veramente di potermi condizionare solamente mettendo in mezzo una ragazza?!”. Alunno 1: “Mah… non si sa mai!”. Prof.: “Mi creda, non è così facile....!!”. Alunno 2: “Hemmm… Prof. ... e con due ragazze??” Prof.: “Mi scusi lei.. si si, lei lì fuori dalla porta: volevo chiederle se è di questa o è di un'altra parrocchia?”. Alunno: “ No, non sono di questa parrocchia.”. Prof.: “Bene, allora mi faccia la cortesia di volgere lo sguardo verso il suo credo!”
Ed ora l’ultima sfilza di perle prodotte dai miei professori, visto che avrò il piacere di non rivederli fino a settembre. Prof.: “Comunque ragazzi, non preoccupatevi! Le ultime due settimane di corso faremo talmente tanti esercizi, che capirete per forza!”. (Peccato però che il Prof. non si sia presentato nelle ultime due settimane a lezione) All’esame il Prof. scrive alla lavagna l’ora della consegna. Prof.: “Bene, sono le 9.02, avete due ore e mezza di tempo, quindi la consegna è per le 12.32! Vi va bene??”. Nessuno fiata e qualcuno tiene a stento una risata. L’assistente non dice nulla. E il Prof. scrive alla lavagna “CONSEGNA: 12.32”, tuttavia non pienamente convinto, continua a guardare la scritta perplesso. A un certo punto si alza e corre al piano di sotto dove c’è l’altro Prof. con gli altri studenti. Quando ritorna su cancella 12 e scrive 11 alla lavagna, poi dice: “Hem, ragazzi, comunque ho chiesto: 9.02 più due ore e mezza… la consegna è alle 11.32! Chissà perché in questi casi nessuno dice mai nulla!?!” Una delle regole dell’esame è che non ci si può ritirare prima di un’ora e mezza e dopo due ore e un quarto (la prova dura in totale due ore e mezza). Quando manca un quarto d’ora alla consegna, l’assistente, da solo in aula, annuncia: “Ultimo quarto d’ora!”. Uno studente si alza per consegnare, ma quando arriva alla cattedra e porge il compito all’assistente, questo gli fa di no col dito. Studente: “Perché no?”. Assistente: “Non si può!”. Studente allibito: “Ma perché???". L’assistente gli indica la regola scritta alla lavagna: “NON CI SI PUO’ RITIRARE PRIMA DI UN’ORA E MZZA E DOPO DUE ORE E UN QUARTO”. Studente: “Ma non si può neanche consegnare?”. L’assistente sgrana gli occhi e rimane impietrito, così lo studente se ne ritorna al posto senza ottenere risposta. Ma dopo un po’ l’assistente gli si avvicina e si giustifica: “Effettivamente lì c’è scritto solo ritirarsi, io l’avevo sempre interpretata come se non ci si potesse né ritirare nè consegnare… Comunque se vuoi puoi consegnare.”. Studente: “Non importa, tanto mancano solo dieci minuti… Che poi non succeda che viene su il Prof. e mi annulla il compito perché ho consegnato e non si poteva!!!” L’esame di Fondamenti di Comunicazione non prevede orale, tuttavia una studentessa chiede al professore se può sostenerlo comunque per provare ad alzare il voto. Il Prof. le risponde: “La responsabilità è sua: se vuole io le faccio l’orale, se però non passa, le conviene non presentarsi neanche all’appello di luglio!” Il Prof. riprende due che copiavano: “Se vi vedo parlare un’altra volta, sappiate che non vi farò saltare l’appello di luglio, non quello di settembre… ma i prossimi quattro appelli!!!” Il Prof. riprende un alunno che copiava: “Lei sappia che ora è ammonito, alla prossima viene espulso e poi non potrà neanche giocare al prossimo appello!” Il Prof. rivolge una domanda alla classe, ma nessuno risponde. Prof.: “Allora: quanti per il no?” e alzano al mano in tre. Prof.: ”Quanti per il si?” ma nessuno alza la mano. Prof.: “Ah, bene questo vuol dire che gli altri centoquarantasette non saprebbero che pesci pigliare???.... Comunque la risposta corretta era si!” Prof.: “Quanti hanno fatto gli esercizi che vi avevo assegnato la settimana scorsa?” e alzano la mano in tre. Il Prof. comincia una ramanzina, allora uno studente alza la mano e chiede: “Ma con fatto intende solo provato o svolto tutto e in modo corretto?”. Prof.: “Han ecco, c’è stato un frainteso… Dai alzate le mani: quanti hanno almeno provato?”, alzano la mano in cinque in tutto. (Seguono tre quarti d’ora di fuoco) Prof.: “Do trenta a chi riesce a calcolarmi la
funzione di trasferimento che descrive l’andamento della frequenza a lezione durante
il corso!”
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